FIORE DE ROMA

         

 

FIORE DE ROMA è un "one man show" in romanesco, con cui invito a ricercare la vera anima della città, quella che, al di là della convenzionale scorza di disincanto, palpita invece di generosità e speranza.

 

 

E' SEMPRE ROMA ER CORE  tanto per cominciare, mettiamo a fuoco il luogo di cui stiamo parlando!

IO M'ARABBIO  storia di Elio Boccone, il superstizioso

MA CHI SO' IO ... per avé 'sto paradiso in tèra?

MORTO DE SONNO, DE FAME E DE FREDDO  è la storia del "sor Cremente, che nu' je sta bene gnente"

AMA' NUN E' SENTIMENTO  è tremendo scoprire che... amà vor dì che ciài da lavorà!

DIRIGGIBBILE REP  sorvolare Roma e desiderarla più bella

ROMA, 'NA FAMIJA  Dio Amore può far di Roma una famiglia

SE PO' FA'  l'adesione alla volontà di Dio può far santi... anche i Romani!

E VAI CHE CE RIMEDI  il fratello (= colui che ci passa accanto nell'attimo presente) è un vero "affare"

FIORE DE ROMA  alla ricerca dell'anima della città. Mi aiuta, come voce femminile, Loredana Biglietto.

 

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       Ove mai, alla fine del concerto, il pubblico - con il quale si è ormai creato un "feling" - volesse ancora altre storie o chiedesse un bis... allora andrei sul personale, con queste altre "romanate".

       

ER RESPIRO DE ROMA  Roma vista da chi l'ama e vede il bello della città.

VIVA LI FRATI  canzone che risale all'epoca della mia contestazione radicale di tutto, quando ancora c'era il servizio militare obbligatorio. Però la pubblico perché alla fine le allusioni e le ironie, ad una attenta lettura positiva, esprimono proprio quello che NON è farsi frate.

ALI  è dedicata a Igino Giordani, e a un momento della sua esperienza con il Movimento dei Focolari.

CHIARA, TU SEI ROMANA  composta nel 2000, in occasione del conferimento della cittadinanza romana a Chiara Lubich

DOMINE, QUO VADIS?  non è in romanesco, ma sempre parla - un po' da "amante tradito" - della città.

IL MIO VOLO  antica canzone autobiografica. Quando dico "la valle del Gianicolo", mi riferisco alla casa dove sono nato (nella foto a colori, presa dal Gianicolo, è il cubo centrale con terrazzo), dalla quale vedevo (foto in bianco e nero) come una "valle" delimitata da una parte dalla finestra da cui mi affacciavo e dall'altra dal colle del Gianicolo che mi appariva contenuto da un muraglione.